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Avviarsi verso la carriera del traduttore freelance

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Diventare un traduttore professionista, e più in particolare un traduttore freelance, è il sogno di molti appassionati di lingue. Si è liberi di lavorare dove e quando si vuole e di gestire autonomamente le proprie giornate lavorative, avendo cura di rispettare sempre le scadenze. Non si deve sottostare all’autorità di nessuno né rispettare rigidi orari di ufficio. L’unico capo al quale obbedire sarete voi stessi.

Si tratta di una prospettiva molto allettante, ma come fare per trasformare il sogno in realtà?

Vediamo insieme quali sono i passi fondamentali per iniziare la carriera del traduttore freelance.

Il percorso di studi
È ovvio che la base fondamentale da cui partire per poter diventare un traduttore professionista è la conoscenza di una o più lingue di lavoro. Sia che ciò avvenga attraverso un corso di laurea, sia che la conoscenza di una lingua sia favorita da una particolare situazione personale o famigliare (perché il vostro compagno, la vostra compagna o uno dei vostri genitori parlano quella lingua come lingua madre), in ogni caso è necessario avere un’ottima conoscenza della lingua di partenza, il che vuol dire saperla parlare fluentemente quasi allo stesso livello di un madrelingua.

In genere, è buona norma tradurre dalla lingua straniera verso la propria lingua madre, perché è della lingua di arrivo che si deve avere una completa padronanza sia in termini di conoscenza del vocabolario che dei vari stili di scrittura.

Tradurre, infatti, non consiste semplicemente nel trasferire un significato da una lingua all’altra, ma nel riscrivere un testo in un’altra lingua in modo che conservi lo stesso significato, lo stesso stile e lo stesso potere evocativo di quello di partenza. Si tratta, in alcuni casi, di svolgere molto più di una semplice traduzione letterale.

Occorre svolgere un grande lavoro nella lingua di arrivo perché non si perda nessuno degli elementi che contribuiscono a formare il messaggio complessivo del testo di partenza: e per poter fare ciò nella maniera migliore, la soluzione più indicata è quella di scrivere verso la propria lingua madre.

Settori di specializzazione
Ma la conoscenza di una o più lingue di lavoro non è sufficiente. Le traduzioni, infatti, non sono tutte uguali e se per tradurre un testo di argomento generico può essere sufficiente conoscere la lingua di partenza, questo non è affatto vero per un testo tecnico. In questo caso, occorre conoscere alla perfezione anche il lessico specifico del settore e lo stile richiesto da quella particolare tipologia di testi.

In linea generale, i testi possono essere divisi in vari settori principali, ognuno legato ad un particolare vocabolario tecnico e ad uno stile di scrittura specifico che occorre conoscere e saper trasferire correttamente anche nella lingua di arrivo.

I principali rami della traduzione sono:
• Traduzioni giuridiche
• Traduzioni letterarie
• Traduzioni scientifiche
• Traduzioni tecniche
• Traduzioni commerciali
• Traduzioni mediche
• Traduzioni editoriali
• Traduzioni per il web
• Traduzioni multimediali e di audiovisivi


Il primo fattore determinante a guidare la scelta, ovviamente, è la vostra preferenza personale per il tipo di testo da tradurre. Una volta individuato il settore per voi più idoneo, l’ideale è iscriversi ad un corso di studi per perfezionare la conoscenza in quel campo specifico o cercare un lavoro in quel settore in modo da arrivare a conoscerlo per esperienza diretta.

Le prime esperienze
Una volta individuato un settore nel quale specializzarsi e proporre i propri servizi, è necessario rimboccarsi le maniche ed iniziare il percorso di “gavetta” vero e proprio. All’inizio non sarà affatto facile trovare lavoro e i clienti potrebbero tardare ad arrivare, ma l’importante è non scoraggiarsi e non smettere mai di provarci perché di certo prima o poi tutti gli sforzai saranno ripagati.

Certo, un traduttore senza nessuna esperienza difficilmente riuscirà ad ottenere un incarico battendo la concorrenza di altri traduttori esperti. Allora come fare per risolvere quello che sembra un problema senza via di uscita? Le alternative possibili sono due: proporsi per uno stage presso un’agenzia o collaborare con ONG per tradurre gratuitamente del materiale. In entrambi i casi il compenso è nullo o davvero irrisorio, ma almeno si tratta di due ottimi modi per acquisire le prime esperienze nel settore e iniziare a “farsi le ossa” lavorando sul campo. I mancati ricavi saranno ripagati dalle nuove esperienze fatte e da ciò che potrete imparare dagli errori commessi: una volta entrati nel giro, trovare i primi veri lavori diverrà molto più semplice.

Gestire la parte amministrativa del lavoro
Ovviamente, un freelance dovrà gestire autonomamente anche tutta la parte amministrativa del lavoro, che può rivelarsi particolarmente complessa e piena di ostacoli.

In primo luogo, è bene affidarsi ad un commercialista che abbia già esperienza con traduttori freelance o comunque con professionisti che lavorano autonomamente, in modo da essere certi che conosca tutte le norme che regolano il settore e sappia darvi le giuste indicazioni riguardo la contabilità da mantenere e le scadenze fiscali da rispettare.

In secondo luogo, dovrete occuparvi personalmente dell’emissione delle fatture, che dovranno rispettare un preciso formato, e gestire anche i pagamenti, suddividendo le fatture saldate da quelle ancora in sospeso e cercando di sollecitare spesso i clienti più “distratti” e quelli che proprio non vogliono pagare. Si tratta senza dubbio di un aspetto frustrante di questo lavoro, ma che rientra nel computo totale dei rischi e dei vantaggi di lavorare in autonomia ed essere i capi di sé stessi.


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