Terra famosa per la ghiotta specialità culinaria del cous - cous, la speziata abitudine alimentare della Libia si potrebbe collegare anche alla sua mentalità che, appunto, è piuttosto piccante e pepata.
Per le vicende storiche e politiche questa terra non è mai stata statica, ma sempre condita da disagi, guerre, rappresaglie, la quiete difficilmente l’ha vista, questo non significa che non la vorrebbe però.
Gli alcolici sono vietati per motivi riconducibili alla religione, anche questo ha un’attinenza con la mentalità del popolo libico: ligio alle regole, dalle severe abitudini in nome di un credo e dai valori così pronunciati da arrivare anche a proibizioni eccessive.
Tradizioni mediterranee, ebraiche e italiane, questo mix costituisce elementi davvero insoliti per l’identità di un Paese, ma la Libia sembra indossare i panni di più tradizioni senza dare segni di cedimento.
La bandiera libica ha presentato elementi italiani, poiché ricorda l’occupazione del 1929 che fece nascere la Tripolitania, il cui nome indicava le colonie libiche conquistate dall’Italia, fino all’arrivo del Re Idris in cui la Libia diviene indipendente.
Ad ogni modo, quando si parla di Libia, non si può fare a meno di parlare di politica, in quanto è uno dei Paesi africani tra i più sofferenti in questo senso, poiché ha subito numerose battaglie e tutt’ora, nonostante le forme e i credo diversi, continua a farne. Instancabile da questo punto di vista e pittoresca proprio per questo, la Libia rappresenta un Paese davvero insolito per tenacia e tempra morale, che si riversa nel sociale.
Lingue parlate
La lingua ufficiale parlata in Libia è l’arabo, anche se a parità di diffusione anche la lingua berbera è piuttosto diffusa, ma questa non ha nessun riconoscimento ufficiale.
Viene parlata da circa 160.000 persone (soprattutto nel Gebel Nefusa, a Zuara, sulla costa e in vari centri urbani interni come Ghat, Ghadames, Sokna e Augila).
Per quanto riguarda invece la parte relativa alla comunicazione economica e commerciale, spesso vengono anche utilizzate le lingue italiano e inglese.
Traduzioni ufficiali dei documenti libici per l’uso in Italia
Rispetto ad altri Paesi che hanno firmato la Convenzione dell’Aja (un sistema che abbatte la lunga procedura consolare per essere sostituita dalle apostille), la Libia ha deciso di non aderire, lasciando intatta la tradizione per il riconoscimento dei documenti per e dalla Libia.
Questo iter burocratico complesso è molto più lungo rispetto alle apostille, per questo un documento libico per essere usato in Italia deve subire molti passaggi.
Facendo un focus sull’atto pratico, sono tre i passaggi che vanno eseguiti: la legalizzazione del documento libico presso il Consolato Italiano in Libia e poi la traduzione asseverata dall'arabo all'italiano, da eseguirsi anche in Italia, da parte dei traduttori giurati.
L’Italia in tema di traduzioni è molto severa, tanto che spesso accade che non vengano accettati i documenti le cui traduzioni vengono svolte all’estero.
STUDIO FORENIX tra tutti i servizi che mette a disposizione dei clienti e che riguardano soprattutto le traduzioni semplici e asseverate, fornisce inoltre competenze eccellenti per mano di uno staff preparatissimo e riconosciuto ufficialmente.
Traduzioni ufficiali dei documenti italiani per l’uso in Libia
I documenti italiani che devono essere ufficializzati in Libia subiscono lo stesso trattamento, sempre perché la Libia non rientra tra i Paesi firmatari della Convenzione dell’Aja del 1961.
Per l’ufficializzazione di un documento italiano al fine di essere utilizzato in Libia, si deve procedere con la legalizzazione del documento, la quale viene svolta in Prefettura, oppure dalla Procura della Repubblica o dalla Camera di Commercio, la scelta dell’Ente varia a seconda del tipo di atto o certificato.
Successivamente, il documento viene sottoposto alla traduzione dall'italiano all'arabo da parte di esperti iscritti all’Albo del Tribunale e, in un secondo momento, si procede all’asseverazione presso lo stesso Tribunale mediante anche un verbale di giuramento firmato dal Cancelliere del Tribunale e dal traduttore.
Una volta fatto questo, si può procedere alla seconda legalizzazione presso la Procura della Repubblica.
Infine, l’ultimo passaggio consiste nella sovralegalizzazione consolare e, dopo i doverosi controlli, il documento italiano può essere usato anche in Libia.
Senza la sottoscrizione alla Convenzione dell’Aja del 1961, la Libia ha un procedimento piuttosto difficoltoso per quello che concerne l’iter burocratico dei documenti, in quanto la procedura consolare è molto più insidiosa rispetto al percorso agevolato delle apostille.
STUDIO FORENIX si occupa della legalizzazione dei documenti originali, le traduzioni, l’asseverazione della traduzione, la legalizzazione presso l’Ente di riferimento e l’ultima sovralegalizzazione presso il Consolato.
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