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Il ruolo dei traduttori madrelingua

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Tradurre vuol dire comunicare e la comunicazione è alla base di ogni rapporto interpersonale a qualsiasi livello, inclusi i rapporti professionali, aziendali e commerciali.

Affinché due persone possano comunicare, con parole o gesti, devono condividere uno stesso codice che permetta loro di decodificare il messaggio ed interpretarlo correttamente. Così, ad esempio, anche il semplice gesto di salutare agitando la mano presuppone che la persona alla quale è rivolto sia in grado di interpretarlo.

In altre parole, per poter comunicare, due persone devono parlare la stessa lingua, che si tratti di un vero e proprio idioma o di una codificazione di segni. Se ciò non avviene, queste due persone non avranno alcuna possibilità di comunicare: ciò è tanto più vero quando si tratta di due persone che parlano lingue diverse.

Se si trovassero, ad esempio, di fronte un italiano ed un finlandese e se ognuno parlasse esclusivamente la propria lingua madre, i due non avrebbero modo di comunicare, se non formulando semplici frasi nella propria lingua, cercando di illustrarne il significato con i gesti e incrociando le dita nella speranza che il proprio interlocutore possa comprendere.

Per fornire una soluzione a questo tipo di problemi, è possibile rivolgersi a delle figure specializzate nella trasposizione di qualsiasi tipo di messaggio da una lingua di partenza ad una di arrivo: si tratta dei traduttori.

Un traduttore, infatti, è un professionista che si incarica di svolgere un delicato lavoro intellettuale: quello della trasposizione di un messaggio mantenendo inalterato sia il senso che lo stile nel quale è stato formulato, ma anche conservando gli esatti riferimenti culturali.

Tradurre, quindi, non è un’operazione semplice né tantomeno un’azione meccanica.

Il traduttore deve saper leggere ed interpretare correttamente il testo di partenza e adoperare tutte le proprie capacità per riuscire a riprodurre lo stesso testo in una lingua diversa.

È innegabile che ci possano essere delle espressioni più semplici da tradurre ed altre molto più complesse, ma un buon traduttore deve prestare attenzione sia alle une che alle altre, per evitare di commettere errori banali o dare un senso diverso alla frase tradotta rispetto all’originale.

Occorre avere un’ottima conoscenza della lingua di partenza, per essere in grado di capire il significato di ogni espressione e tutte le varie sfumature i significato che possono nascondersi all’interno del testo.

Ma soprattutto, un buon traduttore deve possedere una conoscenza ancora più elevata della lingua di arrivo: una volta compreso il messaggio del testo originale, infatti, il traduttore deve mettersi alla ricerca del modo migliore per riformulare lo stesso concetto nella lingua di arrivo.

È in questa seconda parte che consiste la più grande difficoltà del mestiere del traduttore: la ricerca del modo migliore per rendere un’espressione in una lingua diversa, senza tuttavia perdere informazioni durante la fase di passaggio.

Per i destinatari finali del testo, non basta che questo sia stato scritto correttamente nella lingua di arrivo, occorre che sia anche scorrevole, che non presenti elementi di distrazione come ad esempio espressioni insolite o poco utilizzate quando invece non dovrebbero esserlo, che non ci siano errori lessicali o che non sia eccessivamente difficile riuscire a capire il concetto esposto dall’autore originale.

E il traduttore che meglio di chiunque altro può creare un testo che abbia queste caratteristiche è quello che traduce verso la propria lingua madre.

Per quanto, infatti, una persona si sforzi di studiare una lingua straniera e cerchi di migliorarne la conoscenza anche con dei soggiorni all’estero o addirittura trasferendosi in quel determinato paese, non arriverà mai a conoscerla profondamente come chi è nato e cresciuto parlando quella lingua.

Solo un traduttore madrelingua può essere certo di scrivere un testo scorrevole, privo di inesattezze lessicali e di espressioni inconsuete. Solo un traduttore madrelingua può essere certo di scrivere un testo nella propria lingua che sia scorrevole e ben leggibile.

Per questo, quando ci si rivolge a dei professionisti o a delle agenzie di traduzione, è sempre bene diffidare da chi propone dei traduttori che non lavorino verso la propria lingua madre: perché a parità di ogni altra condizione, il risultato finale sarà un testo di qualità inferiore rispetto a quello prodotto da un madrelingua.

E questo è tanto più vero quando si ha che fare con dei testi riguardanti un argomento specifico e tecnico anziché un testo generico.

I testi tecnici infatti – che si tratti di testi medici, scientifici, informatici, commerciali, legali, ecc – possiedono inoltre uno specifico lessico tecnico relativo a quel settore specifico che occorre conoscere e interpretare correttamente per poter effettuare una traduzione che sia efficace e scorrevole per il lettore finale.

In pratica, rivolgendosi ad un traduttore madrelingua piuttosto che a qualcuno che traduce verso una lingua straniera, si riescono ad ottenere dei vantaggi essenziali per il lettore finale:

• Si evita che delle espressioni perfettamente comprensibili nella lingua di partenza diventino improbabili o addirittura comiche o con un doppio senso nella lingua di arrivo

• Si conserva lo stesso stile e forza persuasiva del testo di partenza

• Si mantiene inalterata la linea di pensiero che coinvolge l’intero testo e ne costituisce il contenuto principale

• Vengono spiegati dei riferimenti culturali che possono essere noti nella lingua di partenza e oscuri in quella di arrivo


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